Italia: lo svantaggio degli studenti immigrati

L’Italia è stata testimone di grandi cambiamenti nella popolazione degli studenti, con un aumento di 5 punti percentuali della quota di studenti con un background di immigrazione tra il 2003 e il 2012. Il punteggio medio in matematica degli studenti immigrati è inferiore di 48 punti rispetto a quello degli studenti non migranti. Tale differenza, superiore alla media Ocse di 34 punti, riflette le disparità di status socioeconomico tra diversi gruppi di studenti. Tuttavia, sottolinea la traduzione Invalsi, anche quando si è tenuto conto dello status socioeconomico, il divario nei risultati associato al background d’immigrazione è comunque di 32 punti – ben più ampio rispetto al gap medio dell’Ocse di 21 punti. Inoltre, deve far riflettere il fatto che i risultati in matematica degli studenti migranti in Italia non sono cambiati tra il 2003 e il 2012 mentre quelli degli studenti non migranti sono migliorati di 23 punti. Quali possono essere le cause di questo divario e di questa inerzia? A differenza di altri stati che hanno conosciuto l’immigrazione molto prima dell’Italia e con flussi maggiori, nel nostro paese il fenomeno è cresciuto notevolmente negli ultimi anni. Di conseguenza il nostro sistema d’istruzione ha dovuto far fronte a una serie di problemi che prima erano meno marcati; ora deve trovare le soluzioni per consentire anche agli studenti migranti un’istruzione adeguata ed evitare di lasciarli indietro rispetto agli altri studenti.
Secondo Invalsi bisogna tenere conto della differenza tra i nuovi migranti in Italia e quelli di seconda generazione: i primi sono generalmente molto più svantaggiati perché la barriera linguistica rappresenta un ostacolo all’apprendimento. Tra gli studenti con un background d’immigrazione, quelli che parlano l’italiano a casa ottengono 19 punti in più rispetto a quelli che non lo fanno. Tuttavia, nella comparazione tra studenti di status socioeconomico simile, non si rileva un divario di risultati tra quelli che parlano italiano a casa e quelli che non lo fanno. Pertanto, lo status socioeconomico degli studenti ha un peso maggiore sull’apprendimento degli studenti.

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