Spesa per istruzione regionale

Italia, la spesa in istruzione per regione

Nel confronto tra le regioni Italiane, secondo il rapporto Istat Noi Italia 2013, l’incidenza della spesa per consumi finali in istruzione e formazione in rapporto al Pil nel 2011 è inferiore a quella del 2007 in tutte le regioni ad eccezione della Valle d’Aosta e della provincia autonoma di Bolzano (tab. Spesa pubblica per istruzione, regioni).

La Sardegna nella spesa pubblica per consumi finali in istruzione e formazione è passata dal 6,8 per cento del 2000 al 5,4 per cento del 2011. Un calo costante tra i più alti in Italia. Dal 2007 è diminuito di mezzo punto percentuale. In base alle macro aree regionali il Mezzogiorno è quella che spende in istruzione una percentuale del Pil molto superiore rispetto alle altre suddivisioni regionali del Paese.

Spesa per istruzione regionale
Spesa pubblica per consumi finali per l’istruzione e la formazione per regione. Anno 2011 (in percentuale del Pil) Fonte: Istat, Conti economici regionali

Queste differenze territoriali sono nette e il grafico qui sopra le evidenzia bene: le regioni del Mezzogiorno, che contano una maggiore presenza di popolazione in età scolare, spendono in media il 6,4 per cento del Pil. Le regioni del Centro Nord si fermano sotto il 3 per cento del Pil.

Nell’elaborazione dell’Istat Calabria, Sicilia, Campania, Basilicata e Puglia sono le regioni dove l’incidenza della spesa pubblica in istruzione e formazione è risultata più elevata (tra il 6,1 e il 7,2 per cento del Pil nel 2011). La Sardegna, col 5,4 per cento, si discosta di poco da queste regioni.  Tra le aree del Centro-Nord, la Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e di Bolzano mostrano valori superiori rispetto all’ambito geografico di appartenenza.

Le spese più basse sono quelle di Lombardia (2,5 per cento), Emilia-Romagna (2,6 per cento), Veneto (2,7 per cento), Friuli-Venezia Giulia (2,9 per cento), Liguria (3,0 per cento) e Piemonte (3,1 per cento). Tra il 2007 e il 2011, la spesa pubblica dedicata a istruzione e formazione è scesa in tutte le ripartizioni geografiche: di 0,6 punti percentuali nel Mezzogiorno e di un decimo di punto percentuale nelle altre aree.

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